Utah segreto: Snow Canyon e Kolob Canyon, due perle da scoprire

IMG_5852

“Ti va di tenerti la fame e di fare un giretto a Las Vegas che lì c’è tutto?”
È un’offerta che si può rifiutare?
Passare per Las Vegas per noi è un po’ come fare un saluto a dei parenti che anche se non ti fai sentire non si lamentano, ma continuano per la loro strada, tra novitá e cambiamenti. Un saluto veloce a Downtown, la parte della cittá che ho sempre preferito e che, purtroppo, sta cedendo alle avances di una modernitá obbligata, perdendo così tutto il suo fascino polveroso anni ’60 che mi aveva fatto innamorare.

Ci rimettiamo in macchina per finire dentro i confini del tanto rosso quanto amato Utah.
Il primo stop, anche per mangiare l’ultimo panino da In-n-out, è a St George, un deliziosa cittadina dove stiamo segretamente meditando di trasferirci: medio grande, c’è qualsiasi cosa, sei a due passi dai canyon e c’è uno shop di frozen custard. E giá perchè abbiamo scoperto questa specie di gelato che un gelato, secondo la Food and drugs amministration (che si occupa di queste “spinosissime” questioni) non è. Perchè non deve avere una componente d’aria  come il gelato, deve superare un limite di uova ed il latte non può essere più magro di una certa percentuale di grasso. Traduzione: è un gelato all’ennesima potenza, cremosissimo, denso e calorico. Ma ovviamente buonissimo.
Lo shop si chiama Nielsen’s Frozen Custard  e vi consiglio vivamente di fare un stop (visto che in giro non ne abbiamo visti): se poi siete capitati a fagiolo quando il gusto del giorno è “anacardi”, siete decisamente a cavallo. Oltre che istantaneamente dipendenti.

IMG_5807
A due passi dalla cittá, puntando alle montagne più rosse, andiamo alla scoperta di un parco (imbarazzantemente) sconosciuto, per quanto abbiamo costatato essere bello: Snow Canyon State park (quindi non incluso nel pass annuale, il prezzo è 10$… Pagati volentieri visto che  ne vale decisamente di più), una zona rocciosa, intensamente rossa e dagli scorci marziani.
Abbiamo passato lì un paio d’ore facendo un leggero e corto trail, Jenny’s Canyon (video), che oltre a scalare la montagna e regalarti un panorama di tutto riguardo, ti butta direttamente in un affascinante slot canyon (per “slot” si intendono tutti quei canyon stretti, che sembrano, appunto, la fessura per le monetine delle slot machine) in cui regna uno splendido silenzio e la luce calda del pomeriggio ne esalta la bellezza.
La seconda tappa che abbiamo scelto di fare era quella del Pietrified Dunes Trail (video), che in realtá è un “fai un po’quello che vuoi su queste dune pietrificate” che hanno, oltretutto, la curiositá di essere ricoperte di sassolini completamente rotondi, fenomeno che io, non essendo una geloga, non mi son spiegata.20140726_155902
E noi su quelle dune di roccia ci abbiamo fatto davvero quello che volevamo. Mi sono tolta le scarpe per sentire quanto erano calde e liscie, ho camminato a lungo su quell’enorme panettone, ci siamo fatti alcune foto salterine che non verranno mai svelate (ecco, se esistesse il termine “antitalento” per definire qualcosa che ti riesce  veramente, naturalmente male, io avrei sicuramente questo: farmi le foto mentre salto è come fare lo scatto dell’anno ad un bisonte che cade, inciampando comicamente, giù da un dirupo). Tutto questo in religioso e solitario silenzio. Peccato davvero che sia così sconosciuto. Se qualcuno ama campeggiare questo è  un bel posto attrezzato.
Oltretutto anche qui vige il sistema dell’onore: all’ingresso c’è un casottino con delle buste in cui inserire i soldi e tenersi il bordo della busta (tagliando) come ricevuta del pagamento. Quando siamo passati noi non c’erano più buste quindi siamo dovuti andare al visitor center per pagare. Se non ci fossimo fermati nessuno se ne sarebbe accorto: non è bellissimo che qui danno per scontato che la gente paghi (visto che i soldi servono per il mantenimento del parco)? È una bella sensazione che sogno anche da noi da quando sono venuta qui la prima volta.

Carichi dell’emozione di questa bella scoperta ci dirigiamo verso un altro angolo poco conosciuto di questo stato straordinario, una scenic bayways “alternativa”, ai margini nel celeberrimo parco di Zion: Kolob canyon.
IMG_5872
Kolob Canyon è la parte sfigata di Zion e sicuramente la meno conosciuta, anche se facilmente raggiungibile dalla I-15 (uscita 40, east Kolob Canyon Road), a 5 miglia si trova il visitor center del fratello zoppo (e aggiunto in seguito al parco nazionale, nel 1959, dopo esser stato 19 anni un national monument) del celebrato national park.
20140726_181419
Si possono fare alcune camminate: una semplice, il Timber Creek Trail (circa 1.5 km loop) per raggiungere una spettacolare vista su Fingers Canyon, una medio Middle Fork Tylor Creek (9 km), un percorso in un  canyon, che è pure famoso per i serpenti a sonagli, così, per gradire. E poi l’ultimo, La Verkin Creek trail, in puro stile “ma chi cazzo me l’ha fatto fare?!” della lunghezza di 11 km circa, che ha però il plus di portare dritto dritto al secondo arco di pietra più lungo degli Stati Uniti (circa 90m)  che potrete godervi senza ombra di dubbio senza rotture di palle in mezzo. Purtroppo la celebritá di parchi come Arches o Canyonlands, ha portato anche all’invasione totale (a Mesa Arch era quasi ridicolo… Era come essere ad un concerto!).
Se non avete voglia di camminare fate come noi, state seduti in macchina e godetevi una delle scenic bayway più isolate e belle su cui vi capiterá di guidare, fate foto in mezzo alla strada, godetevi il panorama in cima e tornate giù (sono circa 20 km) È una perla.

La veritá è che la densità e la varietà di parchi, attivitá, strade panoramiche, view point, camminate e sport nello Utah è pressoché infinita. Basta solo scegliere quello che è più nelle proprie corde, ed il visitor center avrá sicuramente la brochure più adatta a te.

Annunci

5 thoughts on “Utah segreto: Snow Canyon e Kolob Canyon, due perle da scoprire

  1. Non starò qui a dirti quanto mi piace leggermi tutte queste cose (e quanta voglia ho di vedere questi posti) [vabbé l’ho fatto], ma volevo dirti che anche io sono piuttosto negata per le foto con salto. Un giorno in privato ti mostrerò quella che ho fatto sul ponte di Brooklyn nella quale sembra che stia facendo uno sforzo disumano (e che me la sto facendo addosso). Mi sbellico ogni volta che la vedo!! 😀 😀 😀

      1. Ahaha sarebbe da ridere!! 😀
        Comunque la prima foto di questo post è stupenda: sa proprio da immensità della natura e che noi siamo piccoli piccoli…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...