Il mio post di fine anno (sì, l’ho fatto anche io!)

a parte le braccia da camionista come sorriso ci siamo!

Non ho mai scritto un post di fine anno, ma quest’anno, un post se lo merita.

Scrivo stasera per due validi e forti motivi. Il primo nasce dopo che ho preso casualmente in mano “vedi Cuba e poi muori”, quel piccolo libricino di racconti che mi gira nelle borse da mesi e di cui non ho ancora letto nemmeno una riga, e adesso, che anche io ho scritto un libro su Cuba, mi ripeto sempre più spesso di leggere.

Infilati dentro c’erano due fogli. Uno, la ricevuta di una banca.

L’altro, una fotocopia.

La fotocopia di un foglio di carta così sottile da aver paura di prenderlo in mano, rime battute a macchina scritte nella notte di Natale 1940, in guerra, da mio nonno. Forse era in Albania, sicuramente lontano da casa e a pensarlo mi viene una fitta al cuore.

Parodia dei commilitoni, tutto in rima, tutto in dialetto comasco. L’ho fatto leggere a mio padre, che nonostante il sorriso ogni tanto fermava la lettura, un po’ per la commozione, un po’ perchè si legge davvero male. E nonostante per scrivere questo post mi sia messa accanto la macchina da scrivere di quel nonno (una delle tre cose che ho voluto fortemente avere dopo che se n’è andato), sono al pc, e penso se quelle rime, dovessi scriverle io, se dovessi lasciare due righe su chi mi ha accompagnato quest’anno, su chi sarebbe da ricordare. Chi vorrei che i miei pronipoti cercassero su internet insomma.

E’ stato un anno maledettamente straordinario il 2013. Schifosamente felice e faticoso.

Quest’anno mi mi ha scelta, mi ha imposto di darmi una mossa. Si può dire che la rivoluzione è nata in quella pausa pranzo, quando esaltata dal mio primo visto indiano ho mandato un messaggio a Radio Deejay, parlato con Cattelan ed evidentemente convinto una ragazza a chiedermi di collaborare con il suo blog. Gli piaceva come scrivevo, forse è rimasta shockata dal fatto che parlassi veloce quasi come Alessandro. E questa ragazza, attaccata alla radio quel giorno, ha dato la possibiltà alla mia vita di prendere una piega (o una rampa di lancio) per cui le sarò per sempre grata.

Ho cominciato a conoscerla attraverso le parole degli altri blogger, prendeva forma l’idea che mi sono fatta di lei. E credo che la cosa che mi piace di più è aver trovato una persona gentile, di cui gli altri dicono “è una persona sorridente, che ascolta molto”. E di questi tempi credo siano doti rare. Su cui anche io dovrei lavorare. La Vale mi ha regalato la possibilità di correre direttamente in terza base, dopo che lei aveva corso le altre.

Sono grata a questa persona perchè (a parte aver creduto in me) è grazie a lei che ho fatto blogtour strafighi (#paganelladaurlo e #Eolietour13 sono memorabili!), e conosciuto persone straordinarie. Persone con le magliette con i buchi.

Si perchè ci sono, non sono l’unica. Ci sono blogger che hanno scelto la loro strada, hanno deciso di rinunciare a tante cose materiali e viaggiare. E un maglietta in più significa nella mia lingua un giorno in meno da qualche parte. E, a quanto pare, non solo nella mia lingua. Ho conosciuto persone che leggevo da un sacco di tempo e che un po’ mi mettevano in soggezione, che avevo dipinto come “esseri mitologici” nella mia testa e che poi si sono presentati con una semplicità disarmante. Mi sono innamorata di queste persone, del loro accento sardo, veneto, barese o misto toscano/marchigiano, ho trovato persone vere, persone a volte fragili. Persone che mi hanno fatta sentire meno sola nel mio mondo “strambo”, così lontano e spesso incomprensibile dalle persone che mi conoscono da una vita, che hanno scelto la tranquillità e non capiscono il mio non voler mettere radici profonde in un posto. Adoro il pensiero di poter “piantare” qualcosa nel cuore o sotto la pelle delle persone con cui lego o con cui condivido. Quelle sono le radici che voglio, e che mi importano.

E poi è pazzesco come ci siano persone che sanno darti tanto anche se non le hai mai abbracciate dal vivo.

E il secondo punto, il secondo motivo per cui scrivere il post di fine anno.

Parlando con mia madre mi è uscito un “l’anno scorso prima di partire da sola per la Cambogia ero spaventata”, e lei mi ha risposto “pensa cosa provavo dentro quando a 18 anni sono partita da sola per la Svizzera, senza sapere le lingue, a 2000 km da casa. C’era troppa nebbia per volare e io volevo partire quel giorno. Ho cambiato il biglietto aereo con uno del treno, dovevo partire quel giorno, perchè altrimenti so che non l’avrei più fatto”.

Mia madre era un’incosciente, ha avuto coraggio, ha ancora più sangue che le pompa nel cuore rispetto al cervello e mi fa felice che me l’abbia raccontato in questi termini stasera. Perchè il mio 2013 è stato continuamente un terno al lotto, un misto di crisi di panico, piccole soddisfazioni, paure notturne, pugni stretti, rinunce che poi ero ben felice di aver fatto, errori, delusioni, nuovi amici, matrimoni, strada macinata, voli, insegnamenti, insegnamenti, insegnamenti…

Ho la possibilità di rischiare e di Vivere perchè ho accanto persone che me lo permettono, ho accanto un uomo che spesso combatte per i miei sogni più di quanto non faccia io e una famiglia di gente che non molla e che nonostante le legnate della vita stringe i denti e crede nel meglio (mia mamma si ostina a comprare i calzini dall’ambulante in cambio della gentilezza di mettere il biglietto del parchimetro quando scade… E ogni volta viene cambiato)…

E’ stato uno degli anni migliori. Spero sia solo l’inzio.

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10 thoughts on “Il mio post di fine anno (sì, l’ho fatto anche io!)

  1. devo dirlo? Questo post è meraviglioso. Meraviglioso perchè anch’io mi sento parte dei tuoi pensieri, delle tue riflessioni.
    Perchè io sono orgogliosa di averti conosciuta (non ancora dal vivo, ahimè).
    Un abbraccio. E Grazie. Quel dm proprio non me l’aspettavo! ❤

  2. Che bel post, che bei pensieri, emozionante :)! Ti auguro un 2014 altrettanto ricco di novità, nuovi traguardi, nuove scoperte e tanti tanti viaggi!
    Sono felice di aver scoperto il tuo blog, mi piace molto come scrivi, sembra sempre di leggere un getto di emozioni che arrivano dritte dritte dal cuore senza filtri!
    Un abbraccio forte!

    Sara 😉

  3. Questo post è un balsamo e un vitaminico per chi ha bisogno di un attimo di carica prima di “ricominciare” in grande spolvero. Ti auguro altri stupendi giorni fatti di sorrisi

    1. Grazie mille! Alla fine l’importante è provarci ad infilarci oltre ai calzini puliti anche un bel sorriso…già quello aiuta! ti auguro lo stesso..un buonissimo “piede destro”per cominciare il 2014! un abbraccio
      ps:… bel blog!

  4. Continuo a non riuscire a scrivere se non con il mio account twitter, e ti prometto con il nuovo anno di imparare a commentare sul tuo blog..
    Mi sono emozionata a leggerti, e l’ho proprio cercato questo tuo articolo. “Sentivo” avresti scritto qualcosa su questo anno, e sono venuta sul tuo sito a controllare.. Non posso che augurarti il meglio, perché si “sente” che persona sei, così come la sincerità, passione ed amore che metti nelle cose e nei rapporti.. Ti abbraccio forte.

    1. “E poi è pazzesco come ci siano persone che sanno darti tanto anche se non le hai mai abbracciate dal vivo.”
      …ti sei sentita presa in causa? 🙂
      E’ stato un anno straordinario…speriamo che il 2014 sia ancora meglio…e che porti incontri in 3D!
      ti abbraccio e ti auguro il meglio ❤

      1. Eccola la lacrimuccia che scende ora..
        Sono contenta di averti incontrato, e di essermi ritrovata in molte tue riflessioni su questo sito. Sono contenta di “condividere” una passione ed una piccola follia di vita, prendendo ogni giorno strade diverse e sorprendenti..
        Il 2014 porterà, spero, a tanti incontri 3D!
        Intanto ti abbraccio ancora forte,
        Grazie Paoletta, veramente. Di cuore.

        Ps. E sono riuscita a commentare come una persona normale!! Evvai!!

      2. che tenerezza! Infatti WordPress mi ha chiesto di approvare il commento perchè non ti ha riconosciuta ahahaha! ❤ Appena torno voglio fare un blogger tour a spasso per l'Italia…prima tappa, ROma! 🙂

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