In volo verso Amsterdam: la fauna, la parte migliore!

canne amsterdam

Se avesse avuto una qualsivoglia utilità pratica avrei studiato antropologia. L’evoluzione degli esseri umani ancora riesce a sbalordirmi.
Dopo essere partiti da casa alle 4:15 di una non troppo fredda mattina di novembre arriviamo a Milano Malpensa, parcheggiamo, passiamo ai controlli (per sbaglio saltando la fila ma impiegandoci più degli altri vista la famiglia di arabi che ha fatto un casino senza precedenti “passa tu, aspetta, le scarpe, no il kebab e il cibo li devi far passare, no non potete passare insieme..) e poi ci accomodiamo senza fretta nel nostro posto pre assegnato con Easyjet.
Partiamo per Amsterdam per andare all’Affordable art fair e vedere le foto di Gianni esposte, vedere i canali e il museo di Van Gogh che sogno e desidero da una vita, l’Hermitage, i musei di fotografia. Mi ero dimenticata per un attimo che l’italiano medio va ad Amsterdam per sfondarsi di canne. Me ne sono accorta sena dubbio alcuno mentre ero circondata da baldi giovani sulla ventina tutti vestiti uguali, ma la mia attenzione è stata tutta catalizzata dal tizio davanti a me, che, esaltato dalla vacanza che lo attendeva, non è riuscito a stare zitto nemmeno un minuto, ma questa  su logorrea da emozione, mi ha permesso un’analisi sociologica a dir poco interessante. Ecco gli highlights che questo simpatico milanese del ghetto ha saputo regalarmi.
1- “oh zio, puzzi di fresco”… Silenzio. Risata. “Sono un vero tamarro eh?”. Risatona. Schiamazzi. Se ti puzza l’ascella sei figo. Questa mi mancava .

2- “oh incredibile, quella baldracca di tua mamma batte a duemila metri d’altezza”. Insulti alla madre, un grande classico. La formulazione della frase è decisamente sbagliata dato che sulle ali non ho visto nessuna signora in abiti succinti che mercificava il suo corpo. Risatona globale di tutti gli amici.

3- “ooooh Tittiiiiiii dove seiii? Oh le fidanzate le han caricate su un altro aereo, mica le vedo!”. Fischio a due dita. Giuro. Io ero al posto 4B, i baldi giovani, seduti dinnanzi a me erano rispettivamente al 3A e al 3B…sul serio vuoi richiamare l’attenzione di una che con tutta probabilità è seduta al 46D con un fischio da stadio? Davvero vuoi farlo alle 7 del mattino in un aereo che per metà è pieno di gente che sta andando a lavora e con tutta probabilità si è svegliata alle 4?

4- “oh zio, l’abbronzatura a questa altezza spacca!” . Sinceramente credo che se ti mettessi sulle ali con costume della Sundek e olio Johnson i tuoi primi problemi sarebbero il clima non proprio mite e il tuo cervello che esplode. Ma la tintarella, in effetti, sarebbe meravigliosa!

5- “Abbombaaaaa stiamo sopra le nuvole”… A parte lo slang che da trentenne (non ne ho settanta, cazzo!) ho ormai perso, sono rimasta piacevolmente stupita dalla loro curiosità nel guardare fuori dal finestrino. Sono stata attenta ad ascoltarli per vedere se si lanciavano in grandiose scoperte tipo le dita dei piedi e il sifone del cesso.

6- “se non scendi che stai già rollando sulla scaletta mi incazzo di brutto”… Shh… non diteglielo che non tirano canne e non ti mettono collane di foglie di marijuana come alle Hawaii ti mettono le corone di fiori. Comunque lo scopo della tua vacanza è piuttosto chiaro. Niente Van Gogh eh?

7-Coro con battuta di mani “andiamo a drogarci”. Il ritmo è il classico da stadio. Il tizio con la cuffia della beats appoggiata casualmente sulla testa (scusate ma che cacchio di moda eh? O su, o giù dalle orecchie…cosa vuol dire metterla in testa un po’ qua e un po’ là?!) lo zittisce. Dev’essere lui il saggio del gruppo.

8- “oh guarda siamo su una centrale nucleare, pensa se si sbagliano e si lanciano da soli sopra una bomba!”… Questa non l’ho molto capita. Cioè, ho scritto le parole esattamente come sono state pronunciate e mi sfugge il senso.

Più ci si avvicina alla meta più le osservazioni si fanno sottili. Il soggetto A formula un pensiero/battuta così complesso e sottile che quasi gli batto un high five, gli urlo abbomba ziooo… Ok, mi son fatta prendere dalla situazione.

Numero nove!easyjet2 - Copia

9- “oh guarda che paesaggio…quando arrivi a milano vedi solo fumo”… il soggetto B (quello proprio davanti a me con chiari problemi di calvizie precoce e di dislessia prepotente… giuro, cercavo di tenere sveglio Gianni per farmi aiutare nella mia analisi antropologica!) concentra tutto il suo genio in un “invece qui c’è solo erba ahahahah” per descrivere i bellissimi campi coltivati. Sottile. Quasi da Colorado cafè.

10- http://www.youtube.com/watch?v=Dfb1SSDe_0g Giuro, l’hanno cantata quasi tutta. E pensandoci bene il mio soggetto preferito assomigliava un po’ a Ciro (che riguardando il video noto le sue spiccate doti di attore… Ma poi, quanto è brutto questo video?! Non divaghiamo dal focus, insomma!)

11- Una delle mie preferite: “mamma mia quanto è nervoso… è che c’ha tanta accidia addosso!”. Mentre scrivo, l’anima morta di Dante mi sta dando delle pacche sulla spalla come supporto… appena tornata a casa ho abbracciato un dizionario… anche se il primo che mi è capitato sotto mano era di tedesco.

E poi gran finale… lo so, lo so che state aspettando di sapere se all’atterraggio è stato fatto il celeberrimo applauso… Se ancora una volta noi italiani siamo riusciti a farci riconoscere mettendo in imbarazzo noi stessi e i nostri simili.

[suspance]

SI, c’è stato pure l’applauso. Ma non solo. Le mie orecchie sono state deliziate con un “Easy-jet Easy-jet meglio di Alitalia” con fischi da stadio e se il ricordo non mi è offuscato credo avessero anche delle trombette da stadio, nelle maracas e un paio di nacchere. Forse esagero. Ma i fischi ci son stati davvero.

Gianni scuoteva la testa con un punta di disperazione.

Io ho trent’anni, non sono una vecchia bacchettona. Non sono contro l’uso delle canne (come sono invece contro tutte le altre droghe… perchè se ti droghi sei un coglione) anche se non fumo, resto sempre dell’idea che se devo rilassarmi mi faccio un bicchiere di vino… magari due, ma anche tre.

Quello che ho scritto è riportato parola per parola… e quindi non stupiamoci troppo se all’estero ci prendono tutti per coglioni.

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