Khajuraho il sito archeologico più porno che c’è

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Non sto esagerando. Sono seria. Khajuraho (nella regione del Madhya Pradesh) un piccolo paesino, inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dall’86, è un concentrato di templi (85 templi alcuni per divinità giainiste, e tutti gli altri dedicati ai soliti noti Brahma, Vishnu, Shiva). Essi si dividono in tre gruppi di cui quello occidentale costituisce il più famoso, anche grazie alla presenza del tempio Kandariya Mahadev, che rappresenta l’edificio templare dedicato a Shiva più grande e superbo di Khajuraho, con una torre alta oltre 30 metri. E queste sono le informazioni tecniche. La parte divertente è un’altra.

IMG_2318La stragrande maggioranza dei templi scolpiti nella pietra è decorata con scene di vita quotidiana del tempo. Adesso, io non sono particolarmente sedentaria né estrosa e se qualcuno venisse a ritrarmi a sorpresa a casa potrebbe anche trovarmi anche in scene imbarazzanti come “mangiare sul divano con calzini sopra la tuta” ma non credo mi troverete mai ad accarezzare molto poco ambiguamente il pisello di un asino o il mio compagno che usi l’asino per scopi ludico-amorosi. A quanto pare, invece, gli indiani si divertono così, con animali da cortile, animali da trotto e palpeggiamenti pubblici. I templi sono comunque davvero belli, ricordano un po’ Angkor e sono perfettamente conservati, oltretutto c’è la comodità di averne buona parte tutti vicini e visitabili in una mattinata.

Per pranzo optiamo per un ristorantino sul tetto di un piccolo palazzo, con una veranda protetta dal sole da ombrelloni da mare in stile Sammontana, tutti cercano l’ombra, io mi piazzo sotto il sole cocente. Ne ho bisogno. Al ristorante Agrasen mangiamo il nostro pirmo Thali cioè un piatto grande su cui sono appoggiate tante ciotoline con cibi tutti diversi da poter assaggiare, solitamente accompagnato da naan (il loro pane) o riso. Il cibo era ottimo. Andrea ha mangiato una pizza. Non buona. Ma se lo merita. Come si fa a mangiare pizza in India?!

Ci facciamo accompagnare da Dave-quando-vi-importunano-ci-penso-io alla stazione dei treni per vedere se riuscivamo a prenotare il treno da Varanasi a Calcutta come da programma… se non fosse che non c’è nulla. Non un posto, una cuccetta, un divanetto. Niente.

Posti in piedi per il treno notturno. WTF? Dobbiamo imporci un cambio di programma e cercare un aereo perchè 700 km sulle strade indiane non sono veramente fattibili oltretutto dobbiamo trovare un albergo perchè Dave non si sente di viaggiare di notte verso Allahabad. Stop forzato all’hotel Green House, al n.1 di Tripadvisor anche se io devo ancora capire perchè.

La città vecchia è molto bella da visitare, se non fosse che arriviamo leggermente lunghi e ormai il sole è calato. I limiti riguardanti gli spostamenti si sentono, si vedono, ma qui non bisogna irrigidirsi altrimenti non si esce vivi. Quindi cena veloce dopo aver mangiato dei fantastici samosa per strada e poi subito a letto.

Il giorno dopo abbiamo capito perchè Dave si è rifiutato di partire di sera. La strada è a dir poco allucinante. Non si riescono a fare più dei 40 all’ora e mi sono inzuccata non so nemmeno quante volte. Il viaggio è estenuante.

IMG_2490Dopo circa un’ora di strada ci fermiamo in un paesino e scateniamo l’attenzione dell’intera comunità che si sta svegliando. Tutti escono dalle casa per guardarci, fermarsi a vedere chi siamo e cosa stiamo facendo lì… Perchè credo davvero che di turisti se ne fermino ben pochi. Mangiamo dei samosa accompagnati da Chai con Dave che mangia con noi e che, oltretutto, i samosa ce li offre. Come si fa a non adorarlo?

Il viaggio verso il campo tendato dura più di sei maledette ore. Un tempo infinito. Ma siamo al Kumbh Mela e quello che ci aspetta esalta talmente tanto tutti da dimenticarci i lividi dell’essere stati seduti ore rimbalzando qua e là per la macchina.

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4 thoughts on “Khajuraho il sito archeologico più porno che c’è

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