Toccata e fuga a Roswell

Gli americani sono un popolo gentile, educato, accogliente, avanzato per alcuni aspetti, contraddittorio per altri. Gli americani sono, però, anche un popolo di pazzi scatenati. Tralasciando Jackass e tutti i vari format di Real Time (tra accumulatori di cianfrusaglie e pazzi che fanno sesso con le macchine mi fanno più che altro paura), andate Roswell.

La città famosa per  il famoso presunto schianto di un ufo nel 1947, è tutta a tema alieni: ristoranti, locali, negozi e, ovviamente, il museo. Il Roswell Ufo Museum è la raccolta di tutta la documentazione storica, ufficiale e non, per quel che riguarda alieni, avvistamenti, forme di vita extraterrestri e affini vari.
Devo ancora decidere se mi ha fatto ridere, schifo o mi è piaciuto da dio. Foto di avvistamenti,ritagli di giornale, documenti molto seri, ricostruzioni di navicelle spaziali e corpicini di alieni sotto le grinfie di medici umani. Mi domando perchè nell’era delle fotocamere digitali e dei teleobbiettivi serie L della Canon non ci sia più stato nessun avvistamento… Ho goduto tantissimo il poster di X-Files (lo ammetto, amavo in gran segreto David Duchovny già da bambina, prima che diventasse uno scrittore trombeur in Californication), l’astronave mille luci…ma effettivamente un po’ scarsino. Da vedere però.

La città è carina, ma purtroppo il tempo manca e ci siamo solo passati di corsa, due foto, un giretto nello shop del museo (dove anche il distributore della cocacola era a tema alieni) e poco più.

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