Monument Valley

Non sono una snob, non voglio cercare necessariamente i fuori rotta per fare la diversa, “l’alternativa a tutti i costi”, perchè tante visite sono davvero imperdibili. Peró.

Si perchè con un’introduzione del genere dev’esserci per forza un peró… Sono appena uscita dalla Monument Valley e ho addosso quella sensazione strana giá provata dopo aver visto la città proibita a Pechino, di un po’ amaro, di leggera delusione delle aspettative. Ma cominciamo dall’inizio.

Sveglia prestissimo per vedere con le luci del mattino le meraviglie naturali intorno a Mexican Hat, ridente paesello di così pochi abitanti da non essere neanche citati nell’altante stradale. Carino peró, e nel ristorantino di antipaticoni davanti al motel ho provato una specialità Navajo (oltre che delle americane french fries e una messicana quesadilla con del cheddar): il navajo bread, ovvero una frittellona dal sapore similare alla torta fritta che loro tradizionalmente servono col miele. Io, personalmente, ci avrei accompagnato della spalla cotta di San Secondo.

Cena a parte, con due enormi caffè incastrati nel porta bicchiere della nostra taurissima macchina partiamo in direzione della Valley of Gods: buca. Anzi, buche. Di notte ha piovuto, quindi la strada è  impraticabile essendo tutta di sabbia e terra rossa. Sono anche andata a controllare la profondità della pozzanghera, tanto per dire…

Giriamo la macchina (dopo che è girato qualcos’altro) verso Gooseneck, un punto panoramico molto simile a Horseshoe bend, quindi roccione gigante in mezzo con fiume che gli scorre intorno. Suggestivo e bellissimo, non come l’altro ma merita la visita o se uno ha voglia, si può anche accampare e godersi l’alba. Ovviamente, tutto gratis.
La celeberrima strada che porta alla Monument Valley é emozionante perché ti fa capire dove sei, realmente ti rendi pienamente conto di essere dentro a una di quelle cartoline o nelle fotografie patinate di National Geographic.
Arriviamo nel parco, non nazionale ma Navajo quindi si pagano 5 dollari a testa. Prezzo onesto per una meraviglia simile. Sorriso, aspettiamo un foglietto, una brochure, una fotocopia per sapere dove dobbiamo andare… Niente. Glielo chiedo, mi dá sta brochurina con le foto anni 70. Grazie eh.
Il visitor center é dentro il negozio indiano di quelli che comunemente a Parma chiamano i “ciapa pura” (se qualcuno vuole correggermi l’ortografia non mi offendo), o “prendi polvere”, vasetti tutti uguali dal costo esorbitante o cappelli da cowboy o da contadino a partire da 42 dollari. Cioé, 40 euro per un cappello identico ai 6 cappelli della Raggio di Sole che ho a casa vinti alla pesca di beneficenza della festa del vino di Bacedasco?Per cortesia dai. Niente informazioni, prendiamo la macchina e prendiamo il classico percorso permesso alle macchine normali (cioé che non sono fuoristrada da arrampicata) ma le buche ci fanno sospettare di aver sbagliato pesantememte strada. Sembra di essere su un ottovolante e mi é tornato su il pranzo di capodanno. E facciamo di media i 4 miglia orari. Dai cazzo, buttateglielo un secchio di ghiaietto per tappare le voragini. Terra, fango, quello che volete ma se uno esce dalla macchina e ci cade dentro bisogna tirarlo su con una scala! Il percorso è come ci si puó aspettare da un posto con un nome del genere: monumentale, imponente.
La vallata è immensa e fotografare i profili di questi strani panettoni che escono da terra, le tre sorelle, il colore rosso intenso che ci avvolge… É emozionante ed é davvero una cosa che non si dimentica. Ma. Ovvio che c’é un però:  negli spiazzi, nei view point, negli angoli piú pittoreschi e da brivido… Beh, c’é sempre un indiano che ha il suo camioncino, il suo banchetto, il suo tendone e vende le sue collanine. Credo che abbiano studiato i rudimenti di fotografia e calcolato al millimetro “dove posso rompere piú le palle se uno vuole fotografare questo bel paesaggio?”. Alla fine é tristemente tutto vero, e odio aver pensato  “non vedo l’ora che questa strada finisca”, perché in un posto del genere é un vero insulto. É stato inutilmente faticoso, abbiamo rischiato di rompere piú volte la macchina e sarò onesta… Speravo che gli indiani mi stessero un po’meno sui coglioni.

aggiornamento settembre 2014: costo ingresso per auto 20$ fino a quattro persone (+ 10$ per ogni persona in più)

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