Finalmente ho imparato a scrivere correttamente Springsteen

 
Tra un viaggio e l’altro si fanno anche esperienze a casa, e anche a casa si possono scoprire mondi interi che sono sempre rimasti lì, in attesa, pazienti. Uno di questi mondi per me era Bruce Springsteen e la sua musica. Un mondo che, finalmente, dopo il concerto di Trieste, si è schiuso.
“It aint no sin to be glad you’re alive”
 
Primo concerto di Springsteen della mia vita, ho ventotto anni e 9 mesi e sì, fino ieri sera, non avevo mai visto il Boss dal vivo e con un po’ di magone per il tempo perso e con Waitin’ on a Sunny Day come sottofondo, ripenso a ieri sera.
Non è che non so nulla di musica, ho solo dei buchi. Buchi grandi come voragini su marte, ma buchi. Sono cresciuta a pane Elvis e Beatles, il mio lettore si rifiuta di far girare ancora Paint it Black e Battisti era l’unico che riusciva a farmi addormentare. In senso buono, ovvio. E poi nulla. A parte una passione nata nell’adolescenza per i Metallica. Un po’ di spazzatura qua e là, schifezze da radio, roba che si ascolta in piscina d’estate.
E poi arriva lui, no, non Bruce. E’ arrivato l’uomo che si è fatto largo e ha piazzato il suo sedere occupando tutto lo spazio nel mio cuore. E lui, si, è uno springsteeniano, che troppo spesso e poco volentieri mi imponeva degli “ascolta questa, leggi il testo”, per poi inversare gli angoli della bocca all’ingiù e sentirmi dire “a me sta roba non piace”. Mi ha dedicato canzoni, le ha messe come sfondo a serate romantiche, è arrivato a togliermi la mia roba dall’ipod per imporre la sua “perchè ti devi fare una cultura musicale”, e tutto quello che è riuscito ad ottenere è stato un litigio.
E poi, la soluzione finale, probabilmente memore della celebre frase “Nel mondo ci sono solo due tipi di persone: quelle che adorano Bruce Springsteen e quelle che non l’hanno mai visto in concerto”, mi ha comprato un biglietto.  “E se poi non ti piace lascio perdere.”
E andiamoci a questo concerto. L’entusiasmo, lo ammetto, era scarso. Poi a me ai concerti piace cantare e di sue ne so ben poche, e il mio pensiero era “spero faccia roba conosciuta e che ste tre ore passino alla svelta”. Ma eravamo sotto, attaccati alle transenne, perchè io ai concerti non ci vado per vedere delle teste. E quindi sveglia alle 5 per la sfacchinata. L’attesa nel pit è estenuante, la gente si accalca ed entra anche senza braccialettino. Roba all’italiana.
E poi lui. Lui, Bruce. Sale sul palco, lo stadio esplode, lui sorride. Mi ha già fregata.
Comincia con Badlands, No Surrender, We Take Care Of Our Own. Fregatissima. In quello stadio la gente si sentiva pulsare (anche puzzare, ma poco importa), si respirava un’aria di gioia mai percepita ad un concerto, una voglia armonica di essere una voce unica che faceva da coro all’assoluto protagonista del palco, che, si vede, a star lì, si diverte come un pazzo. Anche le voci più stonate fanno parte del mucchio e forse no, forse non diventano coro, diventano cuore. E lui corre, si diverte, si butta in mezzo alla gente e quando nel maxi schermo vedo mani che lo accarezzano delicate mi fa quasi sorridere. Non c’è fanatismo, non c’è adorazione distaccata. Lui è lì, ti può porgere il microfono come farti salire sul palco, ballare con te o fregarti il cartello per farlo vedere alla telecamera e ridere esaudendo i desideri di quelle persone che sono lì per lui, perchè lui è così. “Balla con mia mamma”, recitava un cartello, e lui quella mamma l’ha stretta e credo le abbia fatto perdere 10 anni di vita dall’emozione ma credo che le siano anche sparite tutte le rughe per la gioia. “Posso ballare con Souzie?”. Prego, vai. Sali.
E pian piano ho cominciato a capire dove sbagliavo. Le sue canzoni le ascoltavo con le orecchie.
E così non arrivano da nessuna parte. Bruce va ascoltato con la pancia, devi lasciare che ti entri sotto pelle e che i bassi ti facciano vibrare, devi far parte di quell’anima che sono le persone che ti stanno intorno, che sono parte di lui, che lui ha il dono di rendere parte di uno spettacolo in cui, sempre lui, è un abile maestro d’orchestra. Chi suona con lui sono le sue dita, i suoi prolungamenti, si vede che sono orgogliosi di star lì, che quel palco accanto a lui, non lo mollerebbero neanche per scherzo.
Mi sono DIVERTITA. Dietro di me c’era un tizio che spiegava alla neo morosa (dev’essere per forza una roba fresca perchè nessuna donna può sopportare uno così per più di due settimane) tutto quello che doveva fare: alza le mani così, fai cosà. Questa canzone significa questo e quest’altro. Ma lasciala ballare! Io sono stata abbracciata e poi “lasciata alla transenna”, e le mie gambe non sono state ferme un attimo. Oltretutto era impossibile fare altrimenti accanto a due scatenate che stanno seguendo tutti i concerti in giro per l’Europa. Fino a ieri ho detto “che voglia che hanno di vedersi magari 10 concerti”, ieri sera ho chiesto “ma coma fanno col lavoro?”.
E poi la carica di Working On The Highway e Born to Run, la gioia di cantare Rosalita per una ragazza che l’ha chiesta per “ma and pa”, e la dolcezza di The river, che ti fa solo voglia di farti prendere per mano e lasciarti vivere.
Mio padre, appena tornata a casa mi ha chiesto come era stato, come era andata, e io a parte un banale e ridicolo “bellissimo”, non sono riuscita a elaborare niente di più.
Come si fa a descrivere quando i bassi di Born in the USA ti si scaraventano addosso e ti fanno tremare ogni centimetro del tuo corpo? Come si fa a spiegare la voglia di ballare che Springsteen ti mette addosso con la sua energia cantando anche solo una cover come Seven Nights to Rock? Perchè spiegare che Because the night è “roba sua” e che si sente nella voce, quasi volesse mordere le parole? Bisogna viverlo, e adesso lo so. Bruce è roba per palati fini (e il mio, non dico che lo sia, anzi, è la cosa più grezza che c’è in circolazione!), ma è anche roba per gente che ha voglia di mangiare bene. E a me ieri sera è venuta una gran fame, si è finalmente aperto quel varco dove sono entrati e curiosità e una felicità pulita. Gioia. Ed era un bel po’ che la musica non mi dava questo.

Ho fatto pace con Bruce, con Rosalita, Frank e Joe, Mary, Sally e tutti quei personaggi delle sue storie che adesso cominceranno a far parte della mia.
Bruce, ce l’hai fatta, hai fregato anche me.
Tu e quegli springsteeniani che hanno il vizio di contagiare tutti col tuo “verbo”. Adesso, almeno, capisco perchè.

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43 thoughts on “Finalmente ho imparato a scrivere correttamente Springsteen

    1. uh! Son diventata rossa!
      Mi informano che detto da te il complimento vale x100 🙂
      GRazie, davvero, è stata un’emozione talmente esplosiva… che spero di essere riuscita a renderla! E hai detto bene…sono già un’adepta! Drogatissima! 🙂

      1. Rossa? Attenzione che l’omino è sempre alla ricerca di red woman 🙂
        Non sono così autorevole ma se non ti spiace lo ripubblicherei su badlands.it

  1. e pensareche dei 3 hai visto quello leggerissimamente inferiore agli altri…..questo per dire che “serate standard” fanno questo effetto alle persone normali, e che (io per primo) noi fissati siamo spesso troppo critici…benvenuta, e come dici tu…adesso sei fregata per sempre…..

  2. colpita e affondata 🙂 a me il concerto è sembrato straordinario! Mi toccherà vederne ancora una decina almeno prima di criticare…non credo farò fatica eheeh…grazie mille, comunque 😉

  3. Benvenuta!
    Per me la prima volta fu 27 anni fa a San Siro … 27 esatti tra un giorno.
    Colpita al cuore qualche anno prima quando vidi il video di un suo concerto … ma quest’anno non c’ero e ho cercato di evitare di sapere come fosse andata… per poi incappare in questo post

  4. anche io c’ero a san siro nel 1985
    sono ancora folgorata, quest’anno a firenze (io sono fiorentina )è stato mitico toccante, su the river ho pianto.
    non so’ cosa altro scirvere bruce è nei nostri cuori!
    sandra

    1. E’ questa la cosa che mi ha colpita di più, questa “vicinanza”, questo suo non fare la superstar, il percepire che se lo beccassi in un bar ti pagherebbe anche una birra…va beh, poi sulla carica che ti trasmette non c’è da dire nulla 🙂

  5. Mi hai fatto tornare indietro di venti anni hai racchiuso le mie stesse emozioni di quando vidi bruce per la prima volta e ne rimasi fregato anche io!!!!!a Firenze ho portato mio figlio Paolo di 6 anni per mostrargli la giusta via chissà se la seguirà!!!!!mia mamma ancora oggi mi dice:ma ancora dai i tuoi soldi a brus sprinz!!!!!!ebbene si!!!!!!ho imparato molto di piu da lui che da professori incravattati che non si espongono mai,che non giudicano mai niente e nessuno, che non ti parlano di ingiustizia sociale ma soprattutto che non ti dicono che anche i tuoi sogni si possono avverare perché cause trumps like us baby,we are Born to run!!!!!!!!!!!!!

    1. Sulla strada di ritorno da Trieste, Gianni ha tirato fuori il libro “come un killer sotto il sole” e io ho cominciato a divorarmi tutti i testi..rabbia, amore, stupidate, passione..ma non c’è nulla di vuoto, di senza senso. Anche se a volte i significati che gli diamo sono intimi e magari contrari “all’interpretazione comune”. Mii è capitato di avvicinarmi a canzoni e sentirle mie ancora prima di capire appieno il testo..come ho scritto, se le senti con la pancia, hai capito tutto! Grazie del tuo commento…e grazie perchè è da stamattina che rido pensando a Brus Sprinz! 😉

  6. Grandissima, splendide parole che spiegano molto bene ciò che io non sarei in grado di spiegare. Ho proprio smesso di provarci. Ora, in procinto di partire per Zurigo per il mio 15° suo concerto da assago 1992, dopo essermi appena fatto San Siro e Trieste (a proposito se sei stata folgorata a Trieste, allora se fossi stata a San siro il 7 giugno adesso saresti in tour con le due scalmanate di cui parli…), quando mi sento ripetere “ma non è comunque lo stesso concerto?” vorrei rispondere “per fortuna sono 20 anni che fa lo stesso concerto”, ma mi taccio, e sfodero un sorriso di compassione. per chi non è stato accecato dalla luce.

    1. Grrr che rabbia! Adesso mi mangio le mani per quella scrollata di spalle che significava “anche a San Siro? Ti prego, che palle, già vengo a Trieste”…e son qui che zitta zitta mi riguardo gli spezzoni su youtube…che sfigata!
      Incrocio le dita e spero in un tour nel 2013 in cui mi sa che nel pit devo andare a stringere la mano a un po’ di persone 🙂 grazie…

      1. Strano che non sei d’accordo perchè volevo solo confermare quello che avevi scritto tu. Io di concerti ne ho visti una sessantina.. alcuni gruppi li ho rivisti più e più volte (ad esempio i Metallica e i Megadeth), altri invece mi hanno lasciato una bella impressione ma non sento il bisogno di rivederli. Quello che ho scritto è che pensare che visto uno li hai visti tutti significa che non sai cosa significa un concerto live, dal momento che è ovvio che ogni data (anche di uno stesso tour) ti regala un’emozione diversa dall’altra. Poi se non sei comunque d’accordo amen.

    2. chi chiede: “ma non è comunque lo stesso concerto?” ha tutta l’aria di uno che non ha mai visto un concerto in via sua.. sarebbe un pò come chiedere: “ma esci di nuovo con la stessa ragazza? non ci sei già uscito la scorsa settimana?” 🙂

      1. Bè, non sono proprio d’accordo con te. Sono stati tanti i tour dei quali mi è bastata una data, anche di concerti che mi sono piaciuti. Anche, per esempio, lo splendido the wall di roger waters di un paio di anni fa. Concerto magnifico, ma la ripetizione dell’esperienza sento che non mi aggiungerebbe nulla. Con Bruce è completamente diverso, secondo me perché non sei spettatore, ma artefice del concerto, in qualche modo.

    1. vuoi ridere? Tra 6 giorni parto per gli States…coast to coast da San Francisco a NY…il percorso è stato deviato e rielaborato dopo il concerto per includere i luoghi di Springsteen! Follia 🙂 Beh, magari riusciremo a farci offrire un caffè dalla signora Patty ahaaha

      1. Allora basta, sei definitivamente il mio mito. BENVENUTA. P.S. Ti consiglio di leggere “accecati dalla luce” e “nato per rincorrere” di Gianluca Morozzi, se già non lo hai fatto.

  7. complimenti, ti segnalo anche il mio blog, con un resoconto fiorentino,. da leggere semplicemente clickando sul mio nick name. E’ una bella età 28 anni e con Bruce sarà ancora meglio…ciao, Gianni

    1. Ma meno male che non sei un professionista! 🙂 La tua cronaca è pulsante, e trasuda orgoglio per esser ci stato. E si, dopo questa io trasudo invidia per non esserci stata! Rabbia! 🙂 Grazie…

      1. ciao, purtroppo capita di perdere qualche tour, io ad esempio ho dovuto vendere il biglietto di Torino 09 per un lutto familiare. Ma chi ama Bruce sa che… faith will be rewarded, perciò a FI mi ha fatto BACKSTREETS, canzone che adoro da sempre (e che suonò già a Torino). Grazie a te per il tuo commento, genuino e schietto come la migliore dei fan, quella che non ascolta con le orecchie del pregiudizio. E’ un piacere leggere chi si accosta all’opera di Bruce per la prima volta 🙂
        Further up on the road. Gianni (2)

  8. Grazie per avere condiviso la tua esperienza; sono amico di Gianni, ci si vede prima o poi sotto qualche palco…
    Ciao!
    Roberto Sasso a.k.a. Jumping Stone

    1. Non è che solo mi ha parlato di te…stamattina mi ha detto”guarda che è il tipo che abbiamo salutato a fine concerto!”
      Che svegliona che sono…beh, presentazioni ritardate 🙂 Piacere!

  9. grazie per le emozioni che hai regalato. con bruce non finiscono mai… come ha scritto qualcuno, ti invita nel salotto di casa e da tutto se stesso per farti stare bene…
    see you up the road! 😉

  10. Complimenti e grazie, è bello quando un altro scrive le cose che tu senti già dentro. Anche io vengo dal passato, da quel 21 giugno 1985 quando tu avevi un anno o poco più e la vita di 65.000 persone si prendeva una bella shekerata per poi cambiare direzione e non essere più la stessa. A volte ho paura di sentirmi come in una setta, cosa che non vorrei proprio, ma anche a Firenze due settimane fa mi sono tranquillizzato: ho visto solo gente contenta e serena, magari adesso siamo mezzi pelati o con i capelli bianchi, ma mi sembra di aver visto solo gente tranquilla e felice, pronta ancora una volta a prendersi una buona dose di gioia pura, sostanza sempre più rara, che Bruce spaccia senza problemi ogni volta che ci ritroviamo.

  11. ahahah, io ho circa 19 anni più di te, lo seguo da sempre (1979) ma pensa che il mio battesimo è stato solo Trieste 2012. E li, da ateo sbattezzato ufficialmente, ho visto la Luce. Il buffo è che la mia adorata compagna era come te con Springsteen prima del concerto. Mi ha accompagnato, non senza una certa riluttanza, fino a scoprirla -anche lei- con le lacrime agli occhi alle prime note di My city of ruins.
    Bè, il resto è già detto, grazie. sia pur in rtardo, per queste tue righe 🙂

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