Kyoto… finalmente geishe!

551665_10151225278193327_73924160_nDi gheishe a Tokyo ce ne sono circa 1000. Avvistate, zero. A Kyoto circa 300. E vederle è una di quelle cose che davvero, ti restano. Sembra assurdo, che solo vedere una ragazza truccata e agghindata in abiti tradizionali sia così emozionante, ma davvero, è un’esperienza.Ma cominciamo dall’inizio.

Stazione di Kyoto. E’ ENORME e architettonicamente bellissima oltre che proiettata verso l’alto (salendo una serie infinita di scale mobili si può passeggiare sulla terrazza panoramica in cui si vede tutta la città), centro commerciale, zona ristoranti. Starbucks. Ancora una volta devo dare ragione a mia sorella e credere alle sue parole: dentro la stazione si può passare tranquillamente una giornata senza annoiarsi. Vero, ma, ovviamente, preferiamo andare in città. L’albergo è proprio in centro, e ovviamente, non ci fanno accomodare in camera perchè è l’una. Il check in è alle 15, si entra alle 15. Non un minuto prima. Mi fan ridere a volte per quanto sono precisi, fiscali e maniacali, ma tutto funziona e quindi ci adattiamo. Mollati i bagagli ci dirigiamo verso un ristorante indiano dove servono menu a mezzogiorno a prezzi vantaggiosi. Molto buono, ma solo la ragazza che ti accoglie varrebbe la visita. Saluta tutti a voce altissima, gentile  e carinissima, parla inglese alla perfezione ed è così..Kawaii! Sembra un cartone animato con la gonna da indiana, sorride, piega la testa, scodinzola anche con le parole a cui dà quell’accento da fumetto. Fantastica. IRASHAIMASEEEEEEEEEE! Aiuto, mi sono spaventata ogni volta che me l’ha urlato accanto!

Solo con la pancia piena possiamo girare per il mercato di Nishiki, in cui ogni negozio e ogni bancarella è un’esposizione perfetta di cibo pronto, sushi, pesce, dolcetti che possono essere tranquillamente confusi con quelli di plastica da esposizione, e vedere donne in abiti tradizionali che assaggiano minuscoli pezzetti di dolce, osservate con delicatezza da uomini con gli sguardi curiosi…è davvero un piacere per gli occhi. Per la città è facile perdersi e vagare ore tra negozietti, bancarelle, ristorantini (a Kyoto esiste il ristorante italiano TVB: personalmente preferisco ancora “bella Napoli”…), si ha quella strana sensazione di essere in un paesone, per poi renderti conto che ha quasi un milione e mezzo di abitanti…più o meno come Milano, per rendere idea delle proporzioni.

Cerchiamo in qualche modo di arrivare  al tempio Kiyomizu-Dera, tra le stradine gremite di ragazzi, turisti, signore in abiti tradizionali ed è inevitabile fermarsi ogni due metri a fotografare e la strada diventa lunghissima…e poi così, in una vietta laterale ecco arrivare due Geishe (mi sono documentata, dovrebbe, secondo le regole giapponesi del “non esiste il plurale” rimanere uguale…Ma “due geisha” suona così male!). Sono bellissime! La cura dei dettagli è maniacale, i capelli ingessati in acconciature statiche e complesse, il trucco, quel bianco irreale che gli ricopre il volto e che disegna loro il collo…e poi quella grazia innata, la gentilezza, la disponibilità a farsi fotografare, sorridono con una dolcezza algida e austera, ma non si può non rimanere incantati.

E poi i vicoli, i negozi di bacchette e teiere, dolcetti, souvenir…Kyoto è un luogo magico..solo che il tempo è incerto e comincia a piovere.  Cavolo! Rinunciamo momentaneamente ai templi e aspettiamo la cena “sotto i portici”, dove i locali e i negozietti si sprecando. Sembra incredibile ma si trovano anche molti negozi di vestiti, borsette e cianfrusaglie (cool però, perchè, si sa, in Giappone è tutto molto cool!) a prezzi bassi (borsette a 3/5 euro) e non devi vivere con l’angoscia di innamorarti di una maglietta per cui dovresti vendere un rene. Ah, per la cronaca: ho azzardato ad entrare in un negozio splendido di vestiti da bambola, come piacciono tanto a loro, ed era lì, la maglietta dei miei sogni. Taglia XL: non l’ho nemmeno provata. Non ci sarei stata, neanche col pensiero, neanche se avessi perso 15 kg… Perchè sono tutti small size i giapponesi? Poco male, visto che costava 70 euro…

Per la cena abbiamo optato, finalmente per il sushi, visto che  lontano da Tokyo si trovano ristoranti di buon livello e dai prezzi contenuti. Un euro al pezzo, in Giappone, è un OTTIMO prezzo. E finalmente posso rimpinzarmi di salmone, tonno, capesante, california maki…e fugu! Per chi non lo conoscesse questo simpatico pesciolotto dalla faccia simpatica che noi chiamiamo pesce palla, se non affettato a dovere da mani professionali, può tranquillamente essere la vostra ultima cena.

Il veleno si trova nelle branchie nel fegato e nel cuore e basta la contaminazione per rimanere paralizzati ( la tetrodotossina, è una neurotossina 1200 volte più letale del cianuro, ed ogni pesce ha nel suo corpo una dose tale da uccidere circa 30 adulti! Il veleno, per cui non esiste antidoto, agisce bloccando il sistema nervoso, si rimane coscienti, ma completamente immobilizzati e la morte sopravverrà per paralisi respiratoria nel giro di 6-24 ore.)

Brivido, bagnetto nella salsa di soia. Perplessità. Sa di…pesce! Normalissimo pesce bianco. Però dai, almeno posso dire di averlo provato.

Particolare i pezzi di sushi con capesante che vengono cotti con la fiamma ossidrica sul momento e da noi, si vedono ben poco. La domanda che mi è stata fatta da tutti è: “ma è poi così diverso da quello che mangiamo qui?”. Forse non avrò un palato così noioso e sopraffino ma non mi sembra poi troppo lontano, a parte per il tonno, quello grasso che è davvero un altra cosa. Il mio fegato non ha sicuramente gioito ma la mia bocca si! Il tonno (quello più prelibato) ha una meravigliosa consistenza burrosa, si scioglie in bocca e ti dà quella delicata sensazione che solitamente si prova mettendo in bocca un cucchiaio di panna cotta. E invece è pesce! Delizioso!

La città e il quartiere di Gion, la sera sono davvero un ricordo indelebile, di luci, ragazze e signore vestite di tutto punto (ok, tralasciamo i localini porno per soli ometti per non rovinare la poesia), di riflessi nell’acqua…emozionante, magico.

Spero solo che tutta questa magia non fosse conseguenza di allucinazioni da pesce palla!

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