Verso Battambang

Come prendersi un’ustione di terzo grado nella maniera più costosa e scomoda che esista.

Istruzioni per l’uso: prendete un costoso biglietto per una barca in direzione Battambang partendo da Siem Reap (fatto), fatevi venire a prendere dal peggior pulmino della storia che al posto di contenere 9 persone ne trasporta allegramente 15 (fatto), fatevi urlare nelle orecchie da una vecchia acida che regola i pick up dei backpackers (fatto) e salite su una barca in cui è ovvio hanno preso troppe prenotazioni oltre che troppi sacchi di riso e pesce (fatto), salire sul tetto della barca e passare otto ore sotto il sole rovente cercando una posizione che non riduca il sedere in poltiglia e le gambe come arrosti (fatto).
Ecco a voi l’ustione perfetta.


E’ andata davvero così: sono stata sul tetto della barca perchè non c’era posto, è stato divertente perchè ho parlato con delle ragazze canadesi per quasi tutto il viaggio (oltre ad aver dormito e letto), cercando di schivare le avance di una pazza francese un po’ troppo lesbica per i miei gusti.
Dopo 3 giorni la parte bassa della mia schiena è ancora totalmente carbonizzata e penso davvero che potrei cuocerci un paio di uova. O una bistecca.
Comunque sia, alla fine su quel tetto ho conosciuto Sofie, trentenne belga dagli occhi grandi e una risata incontenibile. Io avevo prenotato una stanza a un prezzaccio in offerta su agoda.com, ma un posto davvero carino e visto che lei stava cercando una sistemazione mi sono offerta di dividere la stanza e di avere per un paio di giorni una compagna di stanza e di avventure.
La camera era effettivamente pulita e fresca come non trovavo da qualche giorno, i letti grandi il bagno pulitissimo. Una specie di paradiso contando i sudaticci e sporchi 40 gradi che si trovano all’esterno. Ci siamo rilassate un po’ e poi abbiamo deciso di andarci a mangiare qualcosa in un ristorante vegetariano consigliato dalla guida. Una scelta strepitosa! A parte il fatto che per un involtino primavera fatto fresco (non fritto) e un curry con riso a dir poco ottimo (i pezzetti di tofu dentro erano davvero buoni… e non pensavo avrei mai potuto mettere le parole “buono” e “tofu” nella stessa frase!) e una bottiglia d’acqua grande ho speso 2,75 euro, i proprietari erano davvero deliziosi. Gentili come è nel vero cambodian style.
Passeggiando abbiamo anche prenotato il corso di cucina khmer per il giorno seguente. 10 dollari (sulla guida e sulla parete del ristorante c’era scritto 8, ma il fatto che fosse cancellato così male con della pittura rossa e che nel corso fosse anche incluso un libro da portarsi a casa, diciamo che ci sta, eccome) che ho speso ben volentieri.
Dopo il viaggio e le notte insonni, poi, è davvero facile addormentarsi alle 9 di sera.

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